L’umidità rappresenta la quantità di vapore acqueo presente nell’aria. Si tratta di un parametro molto importante per valutare le condizioni dell’aria all’interno di ambienti domestici o di lavoro. Infatti, un ambiente troppo secco o troppo umido comporta rischi sia per la salute che per la struttura stessa. Un basso livello di vapore acqueo nel lungo periodo causa secchezza delle mucose con conseguente indebolimento delle difese immunitarie. Allo stesso modo, un livello troppo alto facilita la formazione di muffe e funghi.
Cos’è l’umidità
L’umidità è un parametro importante per capire quanto vapore acqueo è contenuto nell’aria. Questa informazione può essere fornita prendendo in considerazione l’umidità assoluta oppure l’umidità relativa.
L’umidità assoluta indica la quantità in massa di vapore acqueo contenuta in un’unità di volume di aria. In questo caso si ha un’informazione diretta sulla quantità di vapore acqueo presente nell’aria, un valore di 10 g/m³ indica che in 1 m³ di aria sono presenti 10 g di vapore acqueo.
Per comprendere meglio cosa rappresenta l’umidità relativa è utile considerare il concetto di saturazione. Quando il vapore acqueo presente nell’aria raggiunge la quantità massima si ha aria satura. L’aria satura non può contenere ulteriore vapore acque e una parte di questo inizia a condensare in aria liquida. L’umidità relativa rappresenta la percentuale di vapore acqueo contenuta nell’aria rispetto alla quantità massima che l’aria potrebbe contenere alla stessa temperatura. Formalmente viene calcolata facendo il rapporto tra la pressione parziale del vapore acqueo presente nell’aria e la pressione di saturazione del vapore acqueo alla stessa temperatura. Un valore del 40% indica che, alla temperatura presa in considerazione, l’aria contiene il 40% di vapore acqueo necessario a raggiungere la saturazione.
Quando si parla di umidità relativa è importante fare riferimento alla temperatura dell’aria a cui è stata calcolata. Ad esempio, il 40% di umidità relativa con aria a 10°C e il 40% con aria a 20°C rappresentano valori assoluti diversi. Questo è dovuto al fatto che all’aumentare della temperatura aumenta la quantità massima di vapore acqueo contenuta nell’aria. Di conseguenza, a parità di umidità relativa, si avrà più umidità assoluta all’aumentare della temperatura.
L’importanza della VMC
Quando si valuta la qualità dell’aria uno dei parametri da prendere in considerazione è l’umidità. Un’intervallo ideale di umidità relativa è compreso tra il 40% e il 60%.
Garantire un continuo ricambio di aria negli ambienti è fondamentale per mantenere le condizioni dell’aria a valori ideali. Tuttavia, un ricambio d’aria tradizionale, aprendo le finestre, potrebbe non essere totalmente efficiente. Utilizzare un’unità di ventilazione meccanica controllata è la soluzione migliore per mantenere la qualità dell’aria all’interno dell’ambiente ed evitare valori di umidità troppo alti o troppo bassi. Grazie alla ventilazione meccanica controllata, l’aria immessa in ambiente viene filtrata e correttamente distribuita in ogni momento della giornata. A seconda della situazione, si adottano diverse tecnologie che permettono di intervenire nel modo migliore per garantire risparmio energetico e alta efficienza. La presenza di uno scambiatore entalpico, i dispositivi di bypass termico, l’eventuale aggiunta di batterie di post trattamento dell’aria o di un circuito frigorifero sono opzioni che permettono di avere sempre la migliore soluzione possibile.